Curarsi con le erbe

Molti dei fattori che contribuiscono al benessere dell'uomo sono legati alla ricchezza, la ricchezza, appunto, porta con sé buone condizioni di vita, una buon'alimentazione e fa si che la comunità possa prendersi cura dei propri membri non produttivi, in altre parole dei giovani, dei vecchi e dei malati. Occorre, infatti, sapere che le misure che l'uomo prende per guarire le malattie dipendono in gran parte dal modo di pensare e dal livello scientifico ed economico dì una determinata società.

Il miglioramento generale che oggi si registra in fatto dì salute, è in buona parte dovuto al miglioramento del tenore di vita e al perfezionamento dei servizi sanitari. Da soli, tuttavia, i progressi ottenuti nel campo degli alloggi, dell'igiene e dell'alimentazione, non potrebbero avere la meglio sulle malattie se non fossero affiancati da nuovi farmaci e da nuovi mezzi tecnici.

Alla luce di quanto sopra riportato ci si deve perciò chiedere come negli anni passati tanta gente sia riuscita a sopravvivere. Gli anziani che nei giorni scorsi ci hanno raccontato la loro gioventù, ci hanno parlato di piedi nudi, di pranzi a base d'acqua salata, di case annerite dal fumo e di condizioni di lavoro davvero critiche.

E' vero che molti sono stati i morti in tenera età, ma ciò non stupisce più di tanto. Quello che meraviglia è che i novantenni d'oggi siano riusciti ad arrivare a quest'età nonostante tutto quello che hanno passato. I racconti che ci sono stati fatti illustrano situazioni al limite dell'incredibile. Il medico non si conosceva neppure e quando la famiglia ricoverava qualcuno all'ospedale, lo faceva quasi perché tutti erano convinti che per il malato non ci fosse più alcuna speranza di sopravvivenza.

Per le malattie più leggere c'erano, invece, dei rimedi quali unguenti, tisane e pomate, emolti di questi medicamenti erano prodotti da particolari trattamenti d'alcune erbe. Si scoprì, infatti, che la belladonna poteva ridurre o sopprimere gli spasmi muscolari e che il papavero poteva servire come sonnifero, mentre un derivato della morfina, la codeina, poteva servire per calmare la tosse. Molte furono anche le pomate che i nostri nonni imparavano a produrre per combattere malattie come i reumatismi.

E' qui il caso di ricordare alcune ricette che anni fa a Savoia andavano per la maggiore.

-PER COMBATTERE L'INSONNIA

INFUSO: in una tazza d'acqua bollente si metteva un pizzico di camomilla , Pianta che veniva preventivamente raccolta in mazzetti ed essiccata al sole; dopo circa 5 minuti si filtrava il liquido e lo si beveva dopo averlo addolcito con zucchero e miele.

CONTRO L'INFIAMMAZIONE DELLA GOLA

  1. COLLUTTORIO : si faceva bollire per 15 minuti una tazza di latte, un cucchiaino di miele e due fichi secchi tagliuzzati. Si filtrava poi il liquido e quando era diventato tiepido si adoperava per fare ripetuti sciacqui alla bocca.
  2. Una mela sbucciata veniva cotta in una pentola di terracotta facendola bollire per 30 - 40 minuti; si filtrava poi il liquido e si beveva con l'aggiunta di un po' di zucchero.
  3. Si faceva un infuso con acqua bollente e un cucchiaino di fiori di tiglio . Si addolciva con il miele e si beveva il liquido caldo.

-CONTRO IL CATARRO

INFUSO : si faceva bollire una tazza d'acqua e vi si mettevano due foglie di rosmarino . Poi si metteva il liquido al fresco per tutta la notte e si beveva al mattino a digiuno, rinnovando la dose la sera prima di coricarsi.

-CONTRO CONTUSIONI E PIAGHE

•  DECOTTO: in 300 grammi d'acqua si facevano bollire per 15 minuti 20 grammi. di foglie secche pulite di Bella di notte . Quando il liquido era tiepido si filtrava e si adoperava per lavare le ferite. Le foglie cotte, disposte su una garza, si applicavano sulle contusioni per togliere l'infiammazione e poi sulle escoriazioni per favorire la cicatrizzazione.

•  A volte si friggeva la ruta in un po' di olio che veniva poi raffreddato. A questo punto il liquido veniva spalmato sulla parte ferita con ottimi effetti cicatrizzanti.

-PER OTTENERE UN BUON FUNZIONAMENTO RENALE

Si prendeva della gramigna la si lavava e la si metteva a bollire per 30 minuti o un'ora, si faceva poi raffreddare e il liquido veniva messo in una bottiglia. Se ne beveva un po' ad intervalli regolari.

-PER FERMARE L'EPISTASSI

Per fermare l'emorragia del naso si introduceva nelle narici un batuffolo di cotone intriso nel succo di prezzemolo spremuto.

-PER ESTIRPARE I CALLI

Per estirpare i calli si mescolava la polpa di un aglio a del comune olio d'oliva. L'unguento così ottenuto si spalmava sulla parte interessata che doveva poi essere bendata con una pezzuola di lino.

-PER CALMARE IL DOLORE PROVOCATO DALLE PUNTURE DELLE API

Per lenire il dolore provocato dalla puntura di un'ape si strofinava sulla parte colpita una cipolla tagliata.

-CONTRO I GELONI

Si facevano bollire 2 litri d'acqua e vi si buttavano 30 grammi di corteccia di quercia . Si allontanava la pentola dal fuoco e si aspettava qualche minuto primo di filtrare il liquido. Infine vi s'immergevano le mani e i piedi colpiti dai geloni facendo prolungati bagni.

-CONTRO LE SCOTTATURE

Si grattugiava una patata cruda e con la polpa si faceva un impacco sulla scottatura. Si rinnovava poi l'applicazione 2 o 3 volte al giorno.

-CONTRO IL MAL DI TESTA

In una tazza di camomilla calda poco zuccherata si versava il succo di mezzo limone e si beveva subito.

-CONTRO IL MAL DI DENTI

Per calmare il mal di denti più insistente si lavava bene una foglia fresca di malva , si asciugava, la si schiacciava un po' e la si applicava sul dente malato.

-CONTRO LA CADUTA DEI CAPELLI

Contro la caduta dei capelli e la forfora si preparava un decotto molto concentrato di ortica si mescolava ad uguale quantità di sapone neutro e si aromatizzava con essenza di lavanda: era un ottimo shampoo!

-PER LA PULIZIA DELLA PELLE

La fragola di bosco miscelata con latte intero fresco era una magnifica crema di bellezza. Applicata per circa 15 minuti ridonava elasticità e freschezza alla pelle. Come antirughe, era considerata miracolosa.

-CONTRO L'INFIAMMAZIONE DEGLI OCCHI

Per combattere l'infiammazione degli occhi veniva preparato un decotto di malva che si applicava con una benda sulle palpebre.

-CONTRO LA RAUCEDINE

Si facevano cuocere 100 grammi di carote , si schiacciavano e si mescolava la polpa all'acqua di cottura. Si addensava con una cucchiaiata di miele e si cuoceva il decotto caldissimo.

-CONTRO L'ASMA

Per dare sollievo agli asmatici si fumava nella pipa qualche seme di anice comune ridotto in polvere.

-CONTRO LE MALATTIE DI CUORE

Contro le malattie di cuore si consigliava di prendere ogni giorno durante i pasti 3 bicchieri del seguente decotto: 50 grammi di radice d' asparago in un litro d'acqua.

-CONTRO L'ABBBASSAMENTO DELLA PRESSIONE

Si facevano cuocere 4 o 5 carote in un po' d'acqua per circa 15 minuti, si tagliavano quindi a pezzetti e si spremevano ben bene attraverso un panno in modo da ricavarne tutto il succo. Si diluiva poi un bicchiere di questo succo in due bicchieri di acqua tiepida e si beveva il tutto 4 o 5 volte al giorno.

-CONTRO IL SUDORE Al PIEDI

Si bollivano 2 etti di foglie di noce per 10 minuti in 6 litri d'acqua e poi se ne facevano ogni sera dei pediluvi caldi.

-CONTRO LA DEBOLEZZA DELLE GENGIVE

Si versava 1/2 litro d'acqua bollente su 30 o 40 foglie di salvia . Con il liquido così ottenuto si facevano degli sciacqui mattina e sera.

-CONTRO LA PRESSIONE ALTA

Si preparava un infuso mettendo 5 o 6 foglie di ulivo a bollire in una tazza d'acqua, l'infuso veniva lasciato a riposare per 20 minuti e poi bevuto a piccoli bicchierini nelle 24 ore.

-CONTRO LE SLOGATURE

Si sfilacciava una cordicella fino a renderla simile all'ovatta, la s'impastava con chiara d'uovo finché non si fo4rmava un impasto compatto. A questo punto si applicava il tutto sulla parte. La slogatura poteva dirsi guarita quando il composto si staccava spontaneamente dalla pelle.

-CONTRO LE FRATTURE

Innanzi tutto si palpava la parte per assicurarsi che le ossa ritornassero al loro posto originario. Poi si preparava un composto con corda sfilacciata e chiara d'uovo e lo si applicava sulla frattura.

L'arto veniva immobilizzato mediante delle canne fissate da una fascia. Ne scaturiva un'ingessatura davvero originale!

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